Dietro

10/21/18

Fabrizio Casinelli per #noiciamiamo: Difendiamo la libertà delle donne


La campagna #noiciamiamo, lo #stopfemminicidio che ho avviato nel giugno del 2016, e che non finisce più di crescere, ottenendo sostegno dalla più grande cultura italiana, conquista, oggi, l'ulteriore punto a suo vantaggio.
E' come se fosse una lotta per rimpossessarci del vero peso delle parole e noi, insieme a tutti i partecipanti e aderenti a vario titolo, la stessimo vincendo, sì, sebbene poco alla volta, a mano a mano.
Dopo aver coinvolto donne del calibro di Paola Degaudio, Cristina Chiaffoni, Dacia Maraini, Flavia Fratello, Angela Caponnetto, Simona Branchetti, Marta Flavi, Cinzia Romano, Giusy Babetto, Alessandra Pesaturo, Gemma Favia, Carla Vangelista, ed Elena Vesnaver, ha visto infatti scendere in campo un collega, cioè “maschio”, come Armando Sommajuolo.
Sembrava rimanere un caso pressoché e invece, con mia immensa sorpresa, la forza di questa onda speciale condotta avanti solo all'insegna delle pari opportunità, ha convinto persino un personaggio come Fabrizio Casinelli, non solo l'ennesimo insigne collega giornalista.
Ma quello che, come si evince dal sito Rai, già Direttore dello storico Tv Radio Corriere, "nel giugno 2018, mantenendo gli impegni presso Rai Com e la Direzione Radio, viene assegnato alle dirette dipendenze del Direttore della Direzione Comunicazione, Relazioni Esterne, Istituzionali e Internazionali".
Ed "è Commendatore della Repubblica con nomina del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi".
Comunicatore per professione, insomma, decide di aderire ad una campagna che, nelle sue diverse raminificazioni (da #stopnonamore a #maipiunemiche, fino a #noicontinuiamoadamarci), sembra ormai irrefrenabile.
Affinché quel qualcosa che stiamo cercando di contrastare ad ogni costo, la mancanza di amore per noi stesse, che ci porta poi ad diventare vittime innocenti troppo spesso, cambi.
Sì, a partire da come viene detta e raccontata.
Cioè ad essere pure trasmessa da tutti i media.


F.F.Grazie Fabrizio per la tua preziosissima adesione: partiamo proprio dalle tue origini, ad esempio dal tuo ruolo di responsabile di relazioni con i media: in generale, come giudichi la comunicazione dei femminicidi? Quanta strada c'è ancora da percorrere per non uccidere 2 volte una donna?
Fabrizio Casinelli: Negli ultimi anni è stata percorsa tanta strada. Sono state fatte tante cose, anche a livello di comunicazione. Iniziative come la vostra, per esempio, alla quale sono onorato di aderire, hanno fatto crescere il livello di guardia su un fenomeno che per troppi anni è rimasto nascosto. E’ inutile dire che purtroppo c’è ancora molto da fare. Lo dico da padre di due splendide bambine. Sono terrorizzato alla sola possibilità che le mie figlie ricevano violenza gratuita, in ogni ambito. Credo che sia necessario mantenere il livello di guarda molto alto. E ‘ necessario però comunicare, informare sistematicamente, creare una fitta rete che protegga e che metta a disposizione di tante donne indifese uno scudo, vero, reale. Passatemi un vecchio detto: una donna non si sfiora neanche con un fiore…

F.F.La scrittura ha mille sfaccettature: lavorando a Rai com, immagino che ti sia capitato di dover curare la comunicazione in rete: anche in questo caso, cosa consiglieresti perchè una campagna come questa possa risultare davvero efficace?
Fabrizio Casinelli: La rete è una bella cosa, ma può essere pericolosa e anche cattiva. I social network hanno creato un mondo fantastico in cui tutti, soprattutto i più deboli si rifugiano. Hanno creato una realtà vituale parallela. Una agorà dove poter comunicare al mondo gioie e i malesseri di una vita che scorre veloce. Dove poter urlare quello che magari dal vivo non saremmo mai capaci di affermare. Le piattaforme social hanno contribuito a disunire le famiglie e ad allontanare quei rapporti personali costruiti su parole dette e non scritte, su pacche sulle spalle e non su tasti da pigiare.
Ed è proprio la rete che oggi nasconde le insidie più grandi che colpisco persone deboli e indifese. Che prospettano una realtà meravigliosamente finta nella quale una volta caduti è difficile uscirne. Sono necessari più controlli che non limitino la libertà personale, ma che proteggano dalla cattiveria e dal malaffare.

F.F. Pensi che una donna scrittrice possa essere percepita come “inferiore” rispetto ad un uomo che si cimenta nella stessa professione?
Fabrizio Casinelli: Le donne hanno sempre una marcia in più di noi uomini. Dobbiamo ammetterlo senza se e senza ma. E’ la nostra cultura, o meglio, la cultura dei nostri nonni e bisnonni che ha tentato di relegare la donna ad un ruolo “marginale”. Io parto dal fatto che non possano esserci persone inferiori. Inferiore è un termine che non mi piace utilizzare neppure commentando avvenimenti sportivi. Penso che ognuno sia artefice del proprio destino. Se hai le capacità prima o poi emergi, che tu sia donna o uomo.

F.F. Come si è evoluta, secondo te, la percezione della società dove si assistono a rigurgiti xenofobi dell'ultima ora?
Fabrizio Casinelli: Bisogna difendere la libertà. Ognuno deve sentirsi libero di vivere la propria vita nel rispetto del prossimo. E’ questo che manca. La parola libertà purtroppo ognuno la interpreta a modo suo infischiandosene del prossimo. Per questo la conflittualità prende piede. Difendiamola la nostra libertà, facciamolo per i nostri figli.

F.F. Da uomo di cultura, cosa consiglieresti alle donne che non sono ancora capaci di amarsi e che quindi continuano a cadere in balia di chi ne approfitta inesorabilmente?
Fabrizio Casinelli: Grazie per l’uomo di cultura che credimi non sono. Sono un modesto cronista di provincia che dal 1984 gioca ogni giorno una difficile partita. Nel ringraziarti per questa opportunità, mi permetto di invitare tutte le donne che vivono momenti difficili ad uscire allo scoperto. A non nascondersi, a parlare, a denunciare. A chiedere aiuto ad associazioni straordinarie che volontariamente su tutto il territorio nazionale fanno miracoli.
Diceva un mio vecchio professore di filosofia i problemi vanno presi di petto, senza indugiare, senza avere paura, perché il limite tra la felicità ( questa sconosciuta) e la paura è molto sottile.

Fabrizio Casinelli per #noiciamiamo: Difendiamo la libertà delle donne


Scritto da: Federica Ferretti
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